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A chi non piace un bel sorriso smagliante? Tra le caratteristiche che riscuotono più successo, a livello estetico, c’è sicuramente una bella dentatura dritta e bianca. Purtroppo, a volte, con il passare del tempo i denti tendono ad ingiallirsi, per ragioni che possono essere di varia natura: scorretta igiene orale, fumo, alimentazione, malattie o condizioni fisiologiche, eccetera. Questo può comportare una perdita di sicurezza in sé stessi, o la tendenza a sorridere di meno per paura che si notino i denti gialli.

 

Perché scegliere di sbiancare i denti

Lo sbiancamento dentale viene effettuato da un dentista, tramite una serie di procedure indolori. Se i denti sono molto rovinati, allora rivolgersi al proprio odontoiatra è la scelta migliore, così da avere risultati più veloci e sicuri. Se l’ingiallimento è più lieve, però, un’opzione da considerare potrebbe essere quella di utilizzare alcuni rimedi casalinghi: qui sotto, ne elenchiamo alcuni tra i più comuni e testati, da provare se siete interessati allo sbiancamento fai da te.

 

Rimedi casalinghi per denti bianchi

Sale Epsom disciolto in acqua

Dopo aver unito sale di Epsom e acqua in egual misura, mescolate fino a che il sale non sia del tutto disciolto in soluzione. Dopodiché, applicate sui denti (senza deglutire) il composto ottenuto, per poi risciacquare la bocca con abbondante acqua corrente. Un altro rimedio di facile fabbricazione, gli ingredienti sono anch’essi facilmente reperibili.

 

Sale, limone e zenzero

Forse penserete che l’idea di mescolare sale, limone e zenzero non sia molto piacevole per il palato, ma ne vale la pena! Per ottenere la pasta da applicare sui denti come dentifricio, grattugiate un pezzo di zenzero, unitelo al succo di una sola fetta di limone e a circa ¼ di cucchiaino di sale. Mescolate bene fino ad ottenere una consistenza omogenea.

 

Il rimedio che non ti aspetti: cacao in polvere

Sorpresi del fatto che il cacao abbia proprietà sbiancanti? Non siete i soli! Vi basterà unire cacao in polvere con acqua (o olio di cocco), fino ad ottenere una pasta simile al dentifricio per consistenza, da spalmare sui denti e risciacquare.

Si consiglia di usare questi rimedi al massimo due o tre volte a settimana, e di affiancarli sempre ad una corretta igiene dentale.

 

Avete provato alcuni di questi rimedi sbiancanti? Cosa ne pensate? Fatecelo sapere!

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Ormai da qualche mese a questa parte, la mascherina è diventata un accessorio must have, e non di certo per motivi legati alla moda. Che si tratti di brevi escursioni fuori di casa o di lunghi turni di lavoro, tutti noi stiamo facendo i conti con la scomodità di questo oggetto – ma non dimentichiamoci che indossare la mascherina è un gesto molto semplice che ha conseguenze enormi per la salute dei nostri cari e delle persone più vulnerabili!

Quando indossare la mascherina diventa spiacevole

Tra i possibili motivi per cui portare la mascherina può rivelarsi sgradevole, c’è quello dell’alitosi. Se, prima, era possibile non fare caso al nostro alito cattivo, e la cosa era più un problema per chi ci stava vicino, oggi siamo noi stessi ad avere a che fare con gli odori che provengono dal nostro cavo orale. Ma cos’è di preciso l’alitosi? Al di là dei luoghi comuni, oggi andremo a sfatare qualche mito riguardo questa patologia, che va oltre il comune ‘alito pesante’.

Vi è forse capitato di rendervi conto solo in questi ultimi mesi di soffrire di alitosi? Se avete dubbi da risolvere o storie da condividere, non esitate a contattarci!

Alitosi: cos’è e da cosa è causata

A differenza del semplice alito cattivo, l’alitosi persiste anche dopo essersi lavati i denti, e una corretta igiene orale ‘standard’ a volte non è abbastanza per contrastare il cattivo odore che si propaga dalla bocca. Spesso, infatti, l’alitosi è dovuta a problemi di digestione e reflusso gastrico: in seguito alla produzione di acido che si deposita dentro la bocca, si altera il pH del cavo orale, e ne risentono sia la salute dei denti, che la piacevolezza dell’alito.

Un’alimentazione sbagliata, poco bilanciata, il fumo e il consumo eccessivo di alcool sono alcuni dei fattori che accrescono la comparsa della patologia. Nei casi in cui l’alitosi non è dovuta a nessuno dei precedenti motivi, una scorretta igiene orale è probabilmente la causa del malessere: quando il cavo orale non viene pulito regolarmente, si assiste ad un accumulo di materiale (cibo e residui vari) che si deposita su denti e gengive come placca e tartaro, e favorisce la proliferazione batterica che non solo danneggia i denti, ma anche l’alito.

Come combattere o prevenire l’alitosi con l’aiuto del proprio dentista

Identificare un problema di alitosi richiede una visita da parte del proprio odontoiatra, che attraverso screening dei tessuti della bocca, dei denti e della lingua saprà individuare la fonte del problema e indirizzarvi verso una routine di cura.

A livello di prevenzione, mantenere una corretta igiene orale è senza dubbio fondamentale per tenere alla larga l’alitosi. Le abitudini di spazzolare bene i denti e usare il filo interdentale, per evitare che la placca si accumuli, possono essere accompagnate dall’uso di un collutorio specifico, consigliato dal vostro dentista, per approfondire ancor di più la pulizia.

Mantenere abitudini alimentari bilanciate, inoltre, preserva la salute gastrointestinale tanto quanto quella orale; si consiglia di evitare l’uso eccessivo di spezie piccanti, cipolla e aglio in cucina.

 

 

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Grazie alla ricerca ed alla tecnologia, negli ultimi anni l’implantologia ha fatto dei passi da gigante e ha rivoluzionato notevolmente anche il settore odontoiatrico. Infatti, attualmente le dentiere sono quasi andate in pensione, lasciando spazio alle nuove protesi fisse e tra i vari modelli esistenti gli impianti dentali in ceramica sono senz’altro i più innovativi come supporto a queste ultime, perchè permettono di ottenere un’osteointegrazione altissima.

Cos’è l’osteointegrazione?

Coniato verso la fine degli anni 60 dal professore svedese di biotecnologia applicata Per-Ingvar Branemark, con il termine “osteointegrazione” si definisce l’unione intima tra un osso e un impianto artificiale senza un apparente tessuto connettivo. Precisamente, si intende un’intima unione quando lo spazio ed i movimenti fra l’osso e l’impianto si riducono quasi a nulla, creandosi una forte connessione.

Fino a qualche anno fa, questo genere di unione avveniva solo se l’impianto era realizzato in titanio, ma le conoscenze attuali hanno permesso di puntare su un nuovo materiale: lo zirconio, un elemento chimico che si trova in natura allo stato minerale. Dallo zirconio si ottiene l’ossido di zirconio (chiamato comunemente zirconia) e secondo gli studi più recenti questo materiale permette di ottenere un’osteointegrazione maggiore rispetto a quella che si ottiene utilizzando il titanio. Nascono così le nuove protesi utilizzate in ortopedia, ortodonzia, ecc.

Impianti dentali in ceramica: le protesi immuno-compatibili

Oltre a garantire un’ottima osteointegrazione, gli impianti dentali in ceramica presentano anche altre caratteristiche in grado di assicurare numerosi benefici ai pazienti. Una di questa è l’immuno-compatibilità in quanto l’assenza di metalli veri e propri e materiali che possono provocare reazioni rende questa tipologia di impianti ideale per coloro che hanno notato reazioni immunitarie ad eventuali metalli e componenti vari che si possono trovare nei prodotti utilizzati nell’odontoiatria oppure in altri ambiti.

Inoltre le protesi dentali in ceramica hanno anche le seguenti caratteristiche:

  • Sono più biocompatibili: si integrano perfettamente nel cavo orale, rispettando ossa, gengive, ecc.
  • Riducono l’adesione della placca batterica: la zirconia, non essendo un materiale poroso contrasta la placca batterica e non è corrosiva. A differenza degli impianti in titanio, quelli in ceramica non vengono attaccati dagli acidi e non provocano alcun danno alle gengive.
  • Hanno un’ottima resistenza: recenti studi dimostrano che le protesi dentali in ceramica di ultima generazione hanno una resistenza 3 volte maggiore rispetto a quelle in titanio. Di conseguenza resistono allo stress masticatorio, difficilmente si formano delle crepe o rotture e la loro struttura non cambia nel tempo.
  • Donano un effetto naturale unite alle protesi dello stesso materiale: Facile da lavorare, da colorare e traslucida, la zirconia è perfetta per ottenere un effetto naturale. Infatti, essendo un materiale traslucido, i denti avranno la tipica trasparenza che si può notare quando quest’ultimi sono naturali.
  • Sono facili da pulire: dato che la zirconia non è porosa e quindi riduce enormemente l’adesione della placca batterica, rendendoli quindi più igienici.

Resistenti, belli esteticamente, contrastano le reazioni allergiche e in grado di prevenire diverse patologie gengivale ed altri disturbi che normalmente possono interessare il cavo orale, gli impianti dentali in ceramica sono decisamente da preferire quando si ha bisogno di una protesi.

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Innovativi e resistenti, gli impianti dentali in ceramica sono l’ultima frontiera a livello di innovazione nel settore odontoiatrico. Ancora poco conosciuti, sono la soluzione perfetta per chi desidera avere un sorriso naturale ed allo stesso tempo che duri nel tempo.

Caratteristiche degli impianti dentali in ceramica

Realizzate con ossido di zirconio, vengono poi accoppiate con le protesi in ceramica ad alta precisione che vengono create dagli odontotecnici, sotto le indicazioni dl clinico, in laboratori professionali, dove viene eseguita una procedura lunga e sofisticata.

Perchè oggi oltre al lavoro manuale, gli odontotecnici oggi possono avvalersi anche dell’aiuto della tecnologia e grazie a software specifici si ottengono immagini in 3D e progetti altamente precisi, perfetti per garantire al paziente un risultato duraturo e naturale a livello estetico.

Essendo un materiale molto duttile, la zirconia (ossido di zirconio) si presta perfettamente per la lavorazione necessaria affinché si possa ottenere un risultato preciso, inoltre usando questo materiale, grazie alla sua biocompatibilità si abbatte enormemente il rischio di un eventuale rigetto da parte del paziente.

Riassumendo, ecco le principali caratteristiche degli impianti in ceramica:

  • Hanno un’ottima resistenza e durano nel tempo: trattandosi di un materiale duro, la zirconia assicura al paziente un’ottima resistenza. Inoltre l’assenza di porosità protegge i denti dagli attacchi degli acidi.
  • Risultati estetici naturali, di altissimo livello: una delle peculiarità di rilievo della protesi in ceramica è rappresentata dalla traslucenza. Grazie a questa caratteristica i denti hanno una trasparenza simile a quella dei denti naturali, quindi il risultato sarà di altissimo livello. Gli impianti in ceramica mantengono il colore originale a vita.
  • Viene eliminato il problema dei bordi scuri in caso di recessione gengivale: a differenza delle riabilitazioni che vengono realizzate utilizzando leghe ed altri materiali come il titanio che si notano chiaramente quando si verifica una recessione gengivale, gli impianti in ceramica non presentano questo inconveniente, quindi il risultato rimarrà sempre naturale, anche in casi estremi.
  • Ottima biocompatibilità: un aspetto importante degli impianti dentali in ceramica è rappresentato dall’alto grado di biocompatibilità degli stessi. La zirconia è più rispettosa delle strutture dell’organismo, rispetta i tessuti e la mucosa della bocca e riduce al minimo il rischio di allergie. Di conseguenza è un materiale adatto anche per i soggetti allergici o potenziali tali.
  • Meno accumulo di placca: l’assenza di porosità della superficie di questo genere di impianto dentale fa sì che i denti siano meno soggetti all’accumulo di placca batterica, quindi i denti si presenteranno più sani e l’igiene orale potrà essere effettuata con più facilità.
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Cos’è il bruxismo?

Il bruxismo è una patologia che comporta uno stringimento involontario delle mascelle, con conseguente digrignamento dei denti. Deriva dal termine bruxare, ovvero si tratta di una contrazione involontaria dei muscoli della masticazione che si verifica soprattutto durante la notte, e può creare diversi disturbi.

In molti casi, chi ne soffre può arrivare a danneggiare la propria dentatura, con il passare del tempo, in maniera leggera o anche più grave; inoltre, chi ha la tendenza a bruxare durante il sonno, spesso e volentieri lamenta tensione muscolare e dolore in varie aree della testa, nella mascella, nel collo e in casi peggiori persino spalle e schiena. Ciò è dovuto al fatto che, mantenendo senza volerlo i denti stretti e digrignati mentre si dorme, la muscolatura adiacente per la tensione rimane contratta per tempi molto lunghi, provocando ipertonicità nel muscolo e accorciandone di conseguenza le fibre. Insomma, senza scendere troppo nel dettaglio, il bruxismo non è una condizione particolarmente piacevole!

L’associazione tra bruxismo e stress

Nonostante il bruxismo possa essere provocato da svariate cause, uno dei motivi che porta le persone a bruxare, secondo molte ricerche e dati raccolti, è lo stress accumulato. Potremmo quasi definire il bruxismo un male dei nostri tempi contemporanei: è ampiamente riconosciuto che molti di noi vivono, prima o poi, situazioni di vita lavorativa e quotidiana che portano ad accumulare tanta tensione emotiva e fisica. Bruxare è proprio una conseguenza fisiologica di tutta quella tensione della quale non riusciamo a liberarci.

Come combattere stress e bruxismo attraverso azioni di vita quotidiana

Le vie d’uscita dallo stress accumulato possono essere molteplici. Di conseguenza, oggi ci limiteremo a darvi solo alcune linee guida che possono giovare alla salute dei vostri denti contro il bruxismo.

Nel caso del bruxismo, in cui senza volerlo la muscolatura si contrae e si irrigidisce, praticare attività fisica regolarmente è un toccasana, contro ogni tipo di stress. Una maggiore salute del sistema muscoloscheletrico si traduce positivamente su ogni sua parte. Fare stretching a fine allenamento è fondamentale, per rilassare non solo il corpo (e quindi collo, mascella e schiena), ma anche la mente!

 

Quali sono i modi in cui combattete lo stress quotidiano? Avete esperienze, personali, di amici o di vostri cari, con il bruxismo da stress e storie su come si può superare attraverso piccoli accorgimenti e relax? Fatecelo sapere, nei commenti o via messaggio!

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Impianti dentali in ceramica: 3 volte più resistenti rispetto a quelli in titanio

Fattori come l’età avanzata, predisposizioni genetiche, patologie cliniche particolari ed uno stile di vita poco equilibrato possono creare diversi problemi a denti e gengive. In questi casi gli interventi tempestivi possono contrastare l’insorgere di disturbi più gravi, ma non è raro dover ricorrere alle protesi dentali. Oggi fortunatamente si può contare su impianti dentali in ceramica che sono 3 volte più resistenti rispetto a quelli in titanio e si può ottenere un sorriso smagliante anche se la situazione è critica e se si deve intervenire su diversi denti.

Impianti dentali in ceramica: una novità di alta qualità

Realizzati in zirconia, una speciale ceramica ottenuta dallo zirconio, gli impianti in ceramica sono la soluzione innovativa ancora poco conosciuta, ma che mira a sostituire i più famosi impianti in titanio.

Grazie ad alcune caratteristiche particolari come l’alta biocompatibilità, una resistenza che è 3 volte maggiore rispetto a quella del titanio ed ai perfetti risultati estetici che permette di ottenere, la zirconia è perfetta per la realizzazione di impianti dentali.

Oltre a queste caratteristiche, l’ossido di zirconio (zirconia) consente anche di contrastare la placca batterica, perchè non sono porose e di conseguenza sono molto facili da pulire.

Non solo, gli impianti in ceramica sono anche la soluzione definitiva che permette di eliminare il problema rappresentato dai bordi scuri che si possono osservare quando si ha una recessione gengivale. Infatti, l’assenza di leghe rende questo genere di protesi perfette in ogni occasione, anche quando si soffre di patologie particolari che interessano il cavo orale.

Infine, l’accoppiata di impianti con le protesi in ceramica, riducono il rischio di allergie e la superficie non cambia colore nel tempo. Inoltre durante la fase di lavorazione è possibile ottenere una personalizzazione perfetta, in quanto sono facili da colorare per donare un aspetto molto naturale che si integra perfettamente con gli altri denti.

La zirconia: un materiale traslucente che ha l’aspetto dei denti naturali

Per ottenere una riabilitazione implantoprotesica che abbia un aspetto naturale serve il giusto materiale ed una lavorazione professionale che possa trasformare la materia prima in un prodotto finale di alta precisione.

Nel caso degli impianti dentali possiamo affermare che la zirconia rappresenta il materiale perfetto, in quanto oltre a garantire una grande resistenza e biocompatibilità permette anche di ottenere attraverso la giusta lavorazione un effetto traslucente. In sostanza, grazie alle sue caratteristiche, la zirconia, dopo il processo di lavorazione appare leggermente trasparente, esattamente come accade osservando i denti naturali.

Impianti dentali in ceramica: una lavorazione lunga e complessa che richiede grande professionalità

Per realizzare una riabilitazione con gli impianti dentali in ceramica è necessario seguire diversi passaggi. Si inizia con il rilevamento dell’impronta dentale che viene eseguito dal dentista per poi passare allo sviluppo in un apposito materiale, alla progettazione che avviene con l’aiuto di software specifici ad alta precisione, fresatura e cottura della protesi, che andrà sull’impianto, questa procedura si esegue in diverse tappe e a temperature differenti. Di conseguenza, considerando i numerosi passaggi da seguire e la complessità delle procedure, per gli impianti dentali in ceramica è consigliabile affidarsi sempre a professionisti altamente qualificati.

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Impianti dentali in ceramica o in titanio: ecco le differenze

Negli anni gli impianti dentali sono migliorati notevolmente a livello di resistenza e qualità ma da un po’ di tempo c’è un’altra novità da tenere in considerazione: gli impianti in ceramica. Sicuri, solidi e migliori per avere denti con un colorito naturale, gli impianti in ceramica sono un’ottima alternativa agli impianti in titanio che vengono utilizzati normalmente.

Come sono fatti gli impianti dentali in ceramica?

Sono impianti realizzati utilizzando la zirconia, materiale ceramico di colore bianco, molto resistente, anallergico e che ha un’alta capacità osteointegrativa.

Impiegato nell’ambito medico sin dagli anni 60, lo zirconio è un elemento chimico diffuso in natura come minerale dal quale si ricava l’ossido di zirconio (la zirconia). Essendo anticorrosivo e particolarmente duttile, questa ceramica è idonea alla lavorazione e permette di ottenere un prodotto finito di alta precisione.

Non solo, la zirconia è anche altamente biocompatibile, quindi è un grande aiuto nella prevenzione dei rigetti, motivo per cui viene impiegata anche nella realizzazione delle protesi dell’anca, ecc.

Per realizzare un impianto in ceramica il dentista prima applica l’impianto stesso in modo simile all’impianto classico e più diffuso in titanio poi rileva l’impronta in digitale al paziente e la invia al laboratorio. Qui vengono elaborate le immagini digitali e sotto le indicazioni del medico si progetta virtualmente la riabilitazione necessaria.

A questo punto il file che contiene il progetto viene inserito in un apposito software che gestisce una macchina fresante e si inizia a realizzare il pezzo in zirconio tenendo conto dell’immagine 3D ottenuta precedentemente. Infine si prende il colore sul dente del paziente e lo si aggiunge a quello ottenuto in zirconia che, a questo punto subisce altre lavorazioni di precisione e diverse cotture in forni progettati appositamente.

A questo punto applica la protesi preparata sull’impianto ceramico, ottenendo cosi una riabilitazione quasi integralmente in ceramica.

Quali sono le differenze tra gli impianti in ceramica e quelli in titanio?

Il titanio viene utilizzato ampiamente in ambito medico, sia per la sua resistenza che per la biocompatibilità offerta. Tuttavia, specialmente in soggetti allergici oppure potenziali tali si può avere un’accortezza in più, la ceramica rispetto al titanio è più biocompatibile ed è quindi da preferire quando il paziente soffre di allergie oppure c’è il rischio che ne sviluppi con il tempo.

Inoltre, gli impianti in zirconia offrono anche un’ottima resistenza, che non è minore rispetto a quella degli impianti realizzati in titanio. Si stima che una protesi in titanio duri almeno 25 anni ed è così anche per gli impianti in ceramica. Non solo, in tantissimi casi, se non si verificano patologie e complicazioni questi impianti possono durare anche a vita.

Infine gli impianti in ceramica presentano anche un altro vantaggio: la bianca translucenza, caratteristica tipica dell’ossido di zirconio che dona all’impianto un aspetto molto naturale.

In conclusione possiamo affermare che gli impianti in ceramica in parte rappresentano l’evoluzione degli impianti in titanio. Trattengono meno placca, sono di altissimo livello estetico, resistenti, durevoli e con un ottimo grado di biocompatibilità, donano ai pazienti un sorriso naturale e l’assenza di porosità della zirconia rende questo materiale ideale per il miglioramento degli standard igienici.

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Nonostante nel campo medico dell’implantologia dentale, negli ultimi decenni, si siano visti di già notevoli miglioramenti ed innovazioni per quel che riguarda struttura e durevolezza dei denti artificiali utilizzati secondo standard, la pecca più grande di tali tipi di impianti è oggi considerata il materiale con cui essi vengono realizzati, ovvero il titanio.

Ottenuto da leghe di materiale puro, il titanio utilizzato in campo medico è certamente una delle migliori alternative tra le leghe metalliche, a livello di facilità di lavorazione, duttilità e malleabilità, nonché rispetto alla sua alta sopportazione da parte del corpo umano (basti pensare a quanti impianti prostetici, al di fuori di quello odontoiatrico, ne fanno uso già da tempo). Nonostante ciò, è risaputo, come è emerso da svariate ricerche e casi clinici, che l’organismo non è abituato ad introdurre ed assimilare oggetti metallici in esso, con conseguente risultato quello di una spiccata sensibilità del paziente nei confronti di qualsiasi oggetto o protesi realizzati in leghe di metallo, titanio incluso. Questo fattore, che fa riferimento al concetto di biocompatibilità (facilità con cui l’impianto estraneo viene ‘accettato’ dall’organismo ricevente), evidenzia una necessità per innovazione non più in campo prettamente meccanico o di design dell’impianto dentale, bensì nel campo dei materiali stessi utilizzati per la realizzazione di essi.

Facendo un salto temporale fino ai giorni nostri (o quasi: si parla di ricerche sviluppate nell’arco degli ultimi trenta/quarant’anni), spicca una nuova tipologia di impianti dentali realizzati con un materiale innovativo: la zirconia, materiale di derivazione ceramica. A differenza dei prodotti tradizionali legati all’industria, appunto, ceramica, la zirconia viene ottenuta tramite una lavorazione chimica delle materie prime. Punti forti della zirconia, sono principalmente l’elevata biocompatibilità, l’alta resistenza a forze potenzialmente deformative applicate ad essa, e il gradevole colore bianco, più naturale alla vista quando si tratta di denti.

La biocompatibilità della zirconia, rispetto a quelle del titanio e di altre leghe metalliche, è molto più elevata grazie, tra gli altri, all’assenza di potenziale corrosivo, di conduttività elettrica e di potenziale attrazione batterica. La zirconia è il materiale ideale, quindi, soprattutto in casi di pazienti con patologie pregresse, quali il diabete o malattie cardiovascolari. Resistente almeno quasi quanto il titanio, inoltre non presenta potenziali rotture o cedimenti, aspetto fondamentale di un buon impianto.

Il successo che la zirconia ha riscontrato, negli ultimi anni, è decisamente dovuto a questi fattori, che facilitano sia il processo di impianto che la vita dell’impianto stesso. Ora non resta che far sì che l’informazione giunga al pubblico, così che possa fare scelte consapevoli riguardo alla propria salute orale.

Un impianto d’eccellenza sotto il profilo dell’estetica e della biocompatibilità da solo non basta per garantire la migliore esperienza terapeutica.

Per questo motivo che, grazie al progresso e all’innovazione in ambito odontoiatrico, abbiamo deciso di implementare un metodo che permette sedute terapeutiche più veloci e sicure.

Inoltre la rilassatezza in queste occasioni diventa d’obbligo, pertanto abbiamo messo appunto un protocollo specifico in cui la progettazione virtuale del caso da al paziente una grande tranquillità perchè l’operatore ha pre visualizzato e studiato al computer nei minimi dettagli tutto prima dell’intervento.

La fase clinica inoltre è scrupolosamente accompagnata in ogni momento da rigorosi standard d’igiene.

Cosi la seduta implantare diventa estremamente sicura e veloce.

Contemporaneamente grazie all’ausilio di diverse metodiche di rilassamento, tra cui la sedazione cosciente, mettere un impianto diventa tendenzialmente un’esperienza rilassata.

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Gli impianti ceramici estetici resistono alla prova del tempo

Gli impianti dentali in zirconia, come gli impianti in ceramica forniscono un’alternativa estetica e di resistenza agli impianti metallici.

Nel corso dell’ultimo decennio, si è fortunatamente assistito a una drastica riduzione dell’uso del metallo nell’odontoiatria restaurativa. E sempre più pazienti richiedono protesi prive di metallo.

L’estetica delle gengive intorno agli impianti è ineguagliabile.

Ma soprattutto si assiste ad una risposta dei tessuti molli (es.gengive) sana e priva di infiammazioni li rende l’impianto preferito per molte procedure.

Gli impianti in ceramica sono costituiti da un ossido di zirconio puro, ceramica ad alte prestazioni.

Questo materiale aumenta significativamente la resistenza alla rottura e all’invecchiamento.

Un altro vantaggio è il supporto che questo materiale fornisce alla salute orale. Questo perché la placca e i batteri si attaccano meno alla zirconia rispetto ad altre superfici della bocca, riducendo così la possibilità di fallimento dell’impianto correlato a malattie dentali e problemi con i denti adiacenti. Inoltre il design dell’impianto consente di posizionare gli impianti in qualsiasi punto della bocca in cui possono essere inseriti gli impianti convenzionali, quindi anche nelle situazioni più difficili.

Un’altra caratteristica interessante è che questi impianti spesso semplificano la procedura chirurgica e consentono di fornire i restauri finali nella metà del tempo rispetto a quanto di solito è richiesto.

I pazienti a livello mondiale richiedono sempre più impianti in zirconia perchè cercano soluzioni sane ed estetiche.

I pazienti di oggi hanno una buona conoscenza delle loro opzioni sanitarie e se vengono posti difronte alla scelta, scelgono sempre l’impianto dentale in zirconia per le sue caratteristiche di estetica e salute.

Questi impianti consentono di fornire un trattamento comprovato e prevedibile per il loro livello di salute dei tessuti e l’eccellenza estetica attualmente senza pari.

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Mediamente ogni persona quotidianamente apre e chiude la bocca circa 2000 volte e questi movimenti ogni volta che vengono eseguiti si attivano sia i muscoli della faccia che quelli delle arcate dentali, del collo ed anche quelli delle strutture ossee delle arcate dentali.

Di conseguenza un’occlusione dentale scorretta può essere la causa scatenante di numerosi disturbi che si possono verificare in qualsiasi età, peggiorando la qualità della vita della persona che ne soffre.

Cos’è un’occlusione dentale scorretta?

Si parla di malocclusione oppure di occlusione dentale scorretta quando c’è un allineamento anomalo tra i denti presenti nell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore.

In sostanza, quando tra i denti del mascellare superiore e quelli della mandibola non c’è un rapporto equilibrato insorgono dei problemi di varia natura e si è in presenza di una malocclusione dentale.

Le cause più comuni della malocclusione dentale

A volte la causa più comune della malocclusione dentale è di natura genetica. Tuttavia esistono anche alcuni comportamenti errati e delle patologie che possono influenzare l’insorgenza di una malocclusione.

Per esempio, chi dorme spesso con il braccio sotto la testa, coloro che hanno l’abitudine di appoggiare il mento continuamente sulla mano e far usare il biberon ed il ciuccio ai bambini per un periodo troppo lungo sono comportamenti che possono causare l’occlusione dentale scorretta se l’abitudine è prolungata durante la giornata e nel tempo.

Non solo, anche eventuali fratture mandibolari, le otturazioni che non sono state effettuate correttamente, il bruxismo e la perdita precoce dei denti sono possibili cause delle malocclusioni dentali.

I problemi che possono insorgere quando la malocclusione dentale non viene curata

Quando si è in presenza di un’occlusione dentale scorretta che non viene curata ci sono diversi problemi che si possono riscontrare:

  • Disagio e perdita di autostima: la malocclusione crea un disagio anche visivo, in quanto chi ne soffre può presentare dei difetti a livello estetico ben visibili, quindi questo problema può influire sul soggetto anche a livello psicologico.
  • Carie, gengiviti e parodontiti: un allineamento scorretto dei denti aumenta notevolmente il rischio di contrare diverse affezioni della bocca.
  • Mal di schiena: a lungo andare, le persone che hanno una malocclusione dentale possono avvertire mal di schiena quotidianamente.
  • Tensione ai muscoli del cranio e del collo
  • Problemi posturali: è stato dimostrato che le occlusioni dentali scorrette generano problemi posturali anche gravi.
  • Cifosi: aumento della curva cifotica fisiologica.

Come si cura l’occlusione dentale scorretta?

La disfunzione occlusale viene diagnosticata attraverso la palpazione, l’osservazione clinica ad anche attraverso l’utilizzo di strumenti medici specifici oltre che radiologici.

Una volta diagnosticata la malocclusione dentale, lo specialista, in base alla gravità del problema stabilisce di quale tipologia si tratta. Ad ogni modo, in specifici tipi di malocclusione, generalmente i soggetti presentano gli stessi sintomi: bronchiti, mal di testa, difficoltà a livello di masticazione, tosse, reflusso gastroesofageo, difficoltà a respirare, ecc.

Onde evitare ulteriori problemi come quelli elencati precedentemente è importante diagnosticare la disfunzione occlusale per tempo ed iniziare quanto prima il processo di correzione e la cura che verrà decisa in base alla gravità del problema ed alle peculiarità del caso.

L’approccio terapeutico che preferiamo e che permette, in base alla nostra esperienza, risultati più stabili e naturali nel tempo è la terapia combinata gnatologica-ortodontica con un approccio di tipo neuro-occlusale. Questo tipo di sistematica permette di diagnosticare e curare problemi in modo più globale a livello di salute e permette alla lunga il raggiungimento di un risultato migliore per l’occlusione e gli equilibri del paziente.

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