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Le ferite parodontali trattate con la  terapia laser come si comportano?

Dopo la terapia laser si è visto che la guarigione di ferite parodontali e perimplantari è migliorata.

L’utilizzo del laser in odontoiatria, ha numerose caratteristiche favorevoli come:

-l’ablazione o la vaporizzazione;

-l’emostasi;

-la biostimolazione e l’inibizione e distruzione microbica;

che inducono vari effetti terapeutici benefici e risposte biologiche.

L’ uso dei laser è considerato efficace e adatto per il trattamento di condizioni orali infiammatorie e infettive?

Studi recenti hanno dimostrato l’efficacia del laser sopratutto per quanto riguarda le problematiche parodontali.

Vari sono i laser in commercio, quello a diodi è utilizzato principalmente per la gestione parodontale dei tessuti molli.

Attualmente, vari tessuti parodontali (come gengiva, radici dei denti e tessuto osseo), nonché superfici implantari, possono essere trattati con il laser.

Una  grande varietà di sistemi laser dentali vengono impiegati per la gestione delle malattie parodontali e perimplantari .

In parodontologia, la terapia meccanica è stata  per molto tempo l’unica tipologia principale del trattamento.

Tuttavia si è appurato che l’eliminazione batterica completa e/o la guarigione ottimale della ferita potrebbero non essere necessariamente raggiunte con la sola terapia meccanica.

Di conseguenza, la fototerapia mediante laser e diodi emettitori di luce è gradualmente integrata con la terapia meccanica per migliorare la successiva guarigione delle ferite ottenendo una completa decontaminazione e stimolazione dei tessuti.

Con una crescente evidenza di benefici, le terapie con laser svolgono un ruolo importante nella guarigione delle ferite/rigenerazione dei tessuti nel trattamento delle malattie parodontali e perimplantari.

Vai a:https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25867988/

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Malattia Parodontale e Malattie Cardiovascolari

La Malattia Parodontale e le Malattie Cardiovascolarila sono sterramente collegate.

Oggi giorno la Malattia Parodontale sono trattate come una vera e propria Malattie sociale connessa a Malattie Cardiovascolari. 

Al contrario di quanto si possa credere, si tratta i di una malattia estremamente comune.

Infatti, se il 15% della popolazione soffre di una grave forma di parodontite, circa il 60% ne è colpita in vari modi, più lievi ma non per questo meno preoccupanti.

Essendo una patologia silente, può portare senza accorgersene ad altre patologie che compromettono altri organi con conseguenze anche molto importanti.

Al contrario di quanto si possa credere, si tratta i di una malattia estremamente comune.

Infatti, se il 15% della popolazione soffre di una grave forma di parodontite, circa il 60% ne è colpita in vari modi, più lievi ma non per questo meno preoccupanti.

 

Quali sono le sue conseguenze?

Le principali conseguenze di esse sono: 

-perdita prematura dei denti;

-possibilità di, aggravare e modificare molti disturbi sistemici, a carico del cuore come miocarditi (malattie cardiache);

-malattie a carico dei reni, degli occhi e delle ossa.

 Esiste una relazione tra la perdita dei denti e problemi cardiaci?

I dati scientifici, eseguiti negli ultimi 10 anni, indicano però che ci sono legami molto stretti tra malattia  parodontale e malattia coronarica e problemi coronarici acuti, compreso l’infarto del miocardio. 

In questo studio sono state riportate la connessione tra malattie parodontali e cardiovascolari. 

Sono stati descritti, come influiscono in maniera negativa, i focolai parodontali sulla progressione dell’infiammazione nelle pareti dei vasi coronarici.

Inoltre sono stati mostrati risultati di studi ,che hanno dimostrato la presenza dei principali batteri che provocano la malattia parodontale, nelle placche ateromasiche delle arterie coronarie.

Di notevole importanza sono stati i meccanismi che provocano disturbi coronarici acuti legati all’aggregazione piastrinica, indotta dai batteri che si trovano nelle tasche parodontali.

In conclusione….

Analizzando questi dati si è giunti alla conclusione, che la collaborazione tra cardiologi e dentisti, è necessaria durante il trattamento della malattia coronarica. 

Alla Smiledoc, il nostro proposito, di fronte a un paziente affetto da malattia parodontale, è da sempre quello di adoperare un approccio terapeutico multidisciplinare.

Per capire se anche tu hai questo tipo di problema, puoi contattarci e prenotare in qualsiasi momento!                                                                                                 

Per approfondire:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16534043/

 

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Malattia parodontale e salute delle donne

La malattia parodontale è una malattia infettiva batterica multifattoriale, interessa i tessuti che sostengono il dente portando alla loro distruzione.

La diffusione di agenti patogeni, tossine, da e verso le lesioni parodontali è alla base dell’associazione tra malattia parodontale  e varie malattie sistemiche.

Esiste una relazione tra malattia parodontale e altre malattie nelle donne?

La comunità medica, tramite studi approfonditi, ha rilevato una forte relazione tra malattia parodontale e condizioni sistemiche che hanno un forte impatto sulla salute delle donne.

L’obiettivo è quello di fornire prove a sostegno di una collaborazione tra medici e dentisti per migliorare la clinica gestione di queste condizioni.

Quali sono le patologie sistemiche più connesse alla malattia parodontale?

La letteratura asserisce che c’è un’associazione tra il morbo di Parkinson e l’infertilità femminile e gli esiti avversi della gravidanza.

Inoltre, il morbo di Parkinson è legato a diverse malattie sistemiche caratterizzate da un pregiudizio di genere femminile accertato, ad esempio l’osteoporosi, le malattie cardiovascolari , l’autoimmunità, il morbo di Alzheimer e il cancro.

Nel complesso, i dati della letteratura  esaminati forniscono una solida base per le diverse malattie sistemiche a prevalenza femminile, evidenziando la possibile importanza di una buona condizione orale nella prevenzione o attenuazione delle malattie sistemiche delle donne.    

Nella nostra struttura SMILEDOC, il nostro proposito è quello di adoperare un approccio terapeutico il meno invasivo possibile, ma funzionale all’arresto della malattia parodontale e dell’insorgenza di potenziali recidive.

Ecco perchè, serve un’azione mirata di medici esperti in parodontologia che, proprio come accade alla Smiledoc, agiscano in sinergia su più fronti.

Per capire se anche tu hai questo tipo di problema, puoi contattarci e prenotare in qualsiasi momento!                                                                                                 

Per approfondire:

 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11934187/

 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9610337/ 

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Denti che si muovono? Vanno rimossi. Denti del giudizio? Vanno rimossi. E la lista potrebbe continuare…

Se questo sembra la routine normale del mondo odontoiatrico non è sempre quella corretta.
Siamo stati abituati nei decenni passati ad un approccio “strappa-denti”. E’ sempre l’unica via togliere un dente? Un approccio che, viste le tecnologie e le terapie disponibili in passato, aveva un suo perché: togliere o devitalizzare il dente prima che il danno peggiori o si estenda.

E’ sempre l’unica via togliere un dente?

Oggi però, abbiamo molte più opzioni terapeutiche e possiamo affermare con una certa sicurezza:

  • I denti si possono salvare molto più spesso di quanto si crede. E molto più spesso di quanto si credeva ancora vent’anni fa.
  • Sempre meglio tenersi i propri denti quando è possibile.

Perché allora si continua a tirare via i denti? 

Rimuovere un dente può causare non solo dolori e problemi temporanei che possono incidere per diversi giorni sulla normale vita e attività lavorativa del paziente, ma anche disagi a lungo termine, causati da una procedura eseguita in modo sbagliato.

La rimozione non necessaria è causata spesso in un errore nella diagnosi o anche nella buona fede del professionista che vuole dare una soluzione definitiva al problema in modo veloce.
Dai dati che provengono dal mondo anglosassone pare sia riconosciuto anche il caso in cui la rimozione del dente in generale venga pagata di più dalle assicurazioni sanitarie e quindi ci sia anche un obiettivo di guadagno economico.

Allora si può evitare l’estrazione dei denti in tutti i casi?

La risposta breve è ovviamente che si deve vedere caso per caso. Non si può valutare a priori se un dente può essere salvato o meno.

La parodontite è una delle cause principali di perdita dei denti e, in questi casi va valutata la gravità dell’infezione per capire come intervenire.

La buona notizia è che si può curare la parodontite senza dover salutare uno o più denti. Noi di SMILEDOC abbiamo salvato migliaia di denti che erano destinati all’estrazione trattando la causa del problema, cioè l’infezione batterica e prevenendone il ritorno, dando la possibilità alla bocca di recuperare uno stato di salute ottimale.

Se anche tu vorresti sperimentare un approccio più naturale alle terapie odontoiatriche orientato su una filosofia salva-denti allora prenota una visita subito!

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Come sanno tutti, il sanguinamento delle gengive quando ci si lava i denti è un campanello d’allarme importante. Significa che le gengive sono infiammate: dolore e sanguinamento sono i “piccoli sintomi esterni”, la manifestazione di batteri che cercano di insinuarsi nel corpo partendo dalla bocca. La correlazione fra le gengive infiammate e la perdita di peso è possibile?

Cosa succede se si hanno delle gengive infiammate?

Significa che tutto l’organismo è in uno stato di infiammazione. L’infiammazione è una risposta naturale, significa che il tuo sistema immunitario è in modalità “difendi e combatti”. Purtroppo però, quando però l’infiammazione si protrae a lungo diventa una situazione cronica.

La gengivite è causata in primis da un’igiene orale non corretta, da una dieta non proprio salutare e da altri fattori di rischio (fumo, ad esempio). Quando i batteri della placca trovano terreno fertile nella bocca si accumulano intorno ai denti moltiplicandosi ed attaccando i tessuti. Nel tempo, grazie ai minerali presenti nella saliva queste “colonie” di batteri si trasformano in tartaro.
Se la placca batterica si può combattere con spazzolini e sciacqui, rimuovere il tartaro richiede l’intervento di un professionista. Una volta formato il tartaro diventa terreno fertile per i batteri che continueranno a causare a lungo andare infiammazioni.

Cosa succede se l’infiammazione continua: il legame con il metabolismo

L’infiammazione cronica infatti ha una cascata di effetti ormonali che portano il corpo a gestire in modo sbagliato i nutrienti e portandolo ad assimilare di più.

Ciò significa che la chiave per sbloccare quel peso in eccesso potrebbe essere in una bocca più sana.
La resistenza insulinica è un problema importante nel mondo moderno ed è una delle cause di diabete.

Se l’infiammazione cronica non viene risolta il tuo corpo gestirà sempre peggio qualsiasi caloria, e, insieme  ad altri fattori (dieta, vita sedentaria, stress) il tuo corpo può trovarsi in una situazione grave.

Quindi, a meno che tu non abbia in mente di sottoporti ad uno stile di vita da monaco o guerriero, con digiuni e allenamenti per 5 ore al giorno e vuoi perdere peso tranquillamente con una dieta da persona normale, partire da una visita dal dentista per una seduta di igiene è buona idea.

Una gengivite, che colpisce solo le parti più superficiali delle gengive, trascurata può diventare una parodontite: un’infiammazione più profonda che colpisce anche l’osso e può portare alla perdita dei denti

Nella nostra struttura SMILEDOC siamo pronti per riceverti e provare a risolvere i tuoi problemi: puoi contattarci e prenotare in qualsiasi momento!

Le gengive infiammate possono causare difficoltà nel perdere peso?

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I numeri parlano chiaro: un italiano su tre è colpito da una malattia parodontale. Di questi, otto milioni sono colpiti da una parodontite grave, mentre tre milioni rischiano addirittura di perdere i denti a causa di questa malattia.

 

Ma andiamo con ordine…

 

Parodontite: ma cos’è?

 

La malattia parodontale, chiamata anche piorrea o parodontite, è un’infiammazione delle gengive che interessa prevalentemente gli adulti sopra i 20 anni. L’infiammazione, se non si interviene tempestivamente, causa la distruzione del parodonto, l’insieme delle strutture che sorreggono i denti e la loro perdita.

 

Al contrario di quanto si possa credere, si tratta in realtà di una malattia estremamente comune. Infatti, se il 15% della popolazione soffre di una grave forma di parodontite, circa il 60% ne è colpita in vari modi, più lievi ma non per questo meno preoccupanti.

 

La cosa che fa più riflettere, però, è che quasi il 40% degli Italiani crede ancora che la parodontite sia una malattia incurabile (grr emoji). Ed è qui che vi sbagliate!

 

Continuate a leggere e vi dirò perché… 

 

Non tutti, poi, sanno che la malattia parodontale, è intimamente connessa con lo stile di vita; è vero che è spesso determinata da alcune specie batteriche, ma nel suo decorso, è sempre sollecitata da numerosi fattori locali e generali. Oltre ad essere una delle patologie più diffuse è la causa principale della maggior perdita d’elementi dentali.

 

Per comprendere da dove parta il problema dobbiamo pensare al tipo di “carburante” che utilizziamo per far camminare il nostro corpo. Forse non lo sai, ma, anche il nostro corpo è considerato una “macchina termica”: ha bisogno di alimentazione per produrre calore e, quindi, vivere!

 

E ora dimmi: metteresti benzina in una macchina a diesel? Ecco. E allora perché ti nutri di sostanze che ti fanno ammalare?

 

Un’alimentazione errata, uno smisurato consumo di carboidrati (raffinati), l’assunzione di eccessive proteine animali, oppure l’abitudine di mangiare in fretta, masticare poco i cibi… E poi ancora; nervosismi, stress, preoccupazioni e una scorretta igiene orale, hanno la capacità di indebolire la microflora della bocca e permettere ai batteri patogeni (cattivi) di proliferare e sovrastare i batteri probiotici (buoni), generando uno squilibrio nocivo per la salute.

 

Sintomi e cause della malattia parodontale

 

Se diagnosticata e trattata per tempo, le possibilità di recupero per il paziente aumentano sensibilmente. Per questo è fondamentale comprendere quali siano le cause e i sintomi di questa infiammazione, spesso, distruttiva.

 

Vediamole insieme.

 

  • Alitosi, dovuto al metabolismo dei batteri che proliferano all’interno delle tasche parodontali;
  • Infiammazione e sanguinamento gengivale, che si manifesta spontaneamente o durante lo spazzolamento;
  • Recessione delle gengive, non riconducibile a traumi o manovre di pulizia troppo irruente.

 

Tali sintomi, vengono, ingenuamente e troppo spesso, presi sottogamba. È proprio per questo che la sofferenza dei tessuti progredisce e la parodontopatia ha modo di agire indisturbata per periodi prolungati. Spesso, come la nostra esperienza decennale ci insegna, è proprio lo specialista del parodonto, durante la seduta di igiene professionale, ad accorgersi del problema e suggerire al paziente la giusta terapia da intraprendere.

 

Nelle fasi più avanzate della malattia, si registra un aggravamento dei sintomi e si possono pertanto verificare:

 

  • Ascessi parodontali, legati a formazioni di pus;
  • Copiosi accumuli di placca e tartaro sotto i margini, che fanno prendere alla gengiva un colore o rosso o, addirittura, violaceo;
  • Mobilità dei denti, che può essere di leggera o notevole entità, sintomatico di una patologia allo stadio avanzato.

 

 

Parodontite: occhio a diabete, tabagismo e fattore ereditario

 

Come già accennato, una delle primissime cause della parodontite, è senz’altro una scarsa igiene orale, ma sussistono anche altri fattori che possono incidere sull’insorgenza e su un eventuale peggioramento della malattia.

 

Tra questi, diabete e tabagismo su tutti. 

 

Anche nei fumatori il rischio di contrarre questa patologia è estremamente elevato. Il tabagismo, infatti, favorisce la proliferazione di batteri nocivi all’interno del cavo orale, oltre a frenare la circolazione a livello dei tessuti e a debilitare la risposta immunitaria del soggetto.

 

Anche l’ereditarietà è un fattore di rischio da non sottovalutare mai.

 

Malattia parodontale: cure e trattamenti

 

Alla Smiledoc, il nostro proposito, di fronte a un paziente affetto da malattia parodontale, è da sempre quello di adoperare un approccio terapeutico biologico il meno invasivo possibile ma, comunque, funzionale all’arresto della malattia e dell’insorgenza di potenziali recidive.

 

Ecco perché, per poter salvare i denti dalla parodontite, serve un’azione tempestiva e mirata di medici specializzati in parodontologia che, proprio come accade in Smiledoc, agiscano in sinergia su più fronti.

 

E’ così che, mediante uno specifico protocollo, innovativo e biologico e atraumatico, ogni giorno salviamo moltissimi denti mobili che altrimenti sarebbero inesorabilmente destinati all’estrazione.

 

 

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