Apnee ostruttive del sonno: come riconoscerle

Apnee ostruttive del sonno: come riconoscerle

26 Novembre 2021 | Gnatologia

Cosa sono le Apnee Ostruttive del Sonno?

L’apnea ostruttiva del sonno (Osas) è una condizione che affligge il 4 o 5% della popolazione totale, ma che ha una grande incidenza invece negli uomini adulti e in sovrappeso.

Apnee ostruttive del sonno: come riconoscerle?

I sintomi sono abbastanza evidenti per far correre un individuo adulto ai rimedi. Si può valutare la propria cattiva qualità del sonno anche senza essere pienamente coscienti.

Una persona che soffre di apnee notturne si sveglia sentendosi stanca, nervosa, irritabile.

Inoltre c’è un altro sintomo importante dell’Osas che è un campanello d’allarme utile per chi dorme con qualcun altro: un russare particolarmente intenso e rumoroso. Anche il bruxismo, cioè il digrignare i denti nel sonno, può essere correlato alle apnee notturne.

Quali sono le diagnosi e le terapie delle Apnee Ostruttive?

L’odontoiatra può essere uno dei presidi principali per il fenomeno delle apnee notturne. Il professionista infatti può riconoscere i sintomi e dirigere il paziente verso una polisonnografia. Con questo esame, si può stabilire una volta per tutti se si tratta di Osas o no.

L’origine delle apnee

Le apnee possono avere diverse origini: possono derivare da problemi al naso che vanno risolti quindi dall’otorino, problemi digestivi, sovrappeso, alcol e problemi temporo-mandibolari.
Quindi si torna dal dentista, anzi dallo gnatologo.
Uno dei rimedi più comuni alle apnee notturne è l’uso di dispositivi che fanno avanzare la mandibola nel sonno evitando l’apnea.

Noi di SMILEDOC abbiamo a disposizione una serie di metodologie e strumenti per risolvere il problema dell’apnea notturna quando questo è causato da problemi a carico della mandibola.

Nel nostro caso, quando parliamo di risoluzione non parliamo solo di dispositivi da indossare tutte le notti per dormire bene, ma di vere e proprie terapie che permettono di riabilitare la mandibola evitando, alla fine del percorso terapeutico, di aver bisogno di utilizzare alcunché per dormire.

Anche perché ci sono evidenze che un uso indiscriminato di dispositivi di avanzamento mandibolare per trattare le apnee notturne può causare o aggravare problemi temporo-mandibolari.

Il nostro approccio invece è quello di riportare al paziente la qualità della vita migliore possibile.

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PER APPROFONDIRE

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22480811/

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