La maloclussione dentale danneggia la performance sportiva

La maloclussione dentale danneggia la performance sportiva

13 Aprile 2022 | Gnatologia

La continua ricerca del miglioramento dei risultati negli sport, porta a grandi investimenti,  in termini di attrezzature sportive e di perfezionamento minuzioso dell’allenamento per ottenere prestazioni ottimali.

Lo studio e la conoscenza della fisiologia del sistema stomatognatico (l’apparato masticatorio) può fare la differenza per il successo degli atleti ad alte prestazioni.

Nella popolazione in generale, di qualsiasi nazionalità, l’indice delle persone che presentano qualche tipo di disfunzione occlusale o dell’articolazione temporo-mandibolare è circa l’80%.

Queste statistiche si riferiscono ovviamente anche gli atleti, tali disfunzioni danneggiano non solo le prestazioni sportive, ma aumentano anche il rischio di lesioni, soprattutto di tipo muscolare.

Le principali disfunzioni del sistema stomatognatico che interferiscono negativamente nelle prestazioni atletiche sono tre:

  1. la respirazione orale;
  2. masticazione sbilanciata da un lato;
  3. disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare.

Quindi possiamo dire che la malocclusione dentale danneggia la performance sportiva.

Per capire come questi fattori agiscono, è necessario comprendere il meccanismo della fisiologia neuromuscolare.

Tutti i muscoli scheletrici hanno una certa estensione a riposo, chiamato tono muscolare.

Esistono essenzialmente due tipi di tono, il basale e il segmentale.

Il tono segmentale, ovvero di una zona corporea, può essere fisicamente
trattato in modo localizzato, anche a livello del singolo muscolo.

Ma il tono basale è controllato dal sistema nervoso centrale, è quindi autonomo (come il battito del cuore) ed è impossibile trattarlo per ottenere una risposta volontaria da parte dell’atleta.

L’estensione muscolare basale è regolata, nel cervello in una regione chiamata formazione reticolare.

Da questa struttura emergono i nervi che attivano i muscoli e che quindi innervano le fibre muscolari, causandone la contrazione.

Nella formazione reticolare ci sono due aree di controllo per l’azione di questi nervi, uno agisce agevolando e l’altro inibendo l’azione sui muscoli.

L’innesco di una queste due regioni di attivazione o disattivazione dipende da alcuni fattori.

Tra questi, due sono legati al sistema stomatognatico, e sono il volume di ossigeno (O2) e l’azione del nervo trigemino.

La mancanza di ossigenazione a livello cerebrale o le disfunzioni nelle aree innervate dal trigemino, soprattutto all’altezza dell’articolazione temporo-mandibolare, promuoverà l’attivazione dell’area inibitoria, che porterà alla disattivazione dei neuroni motori.

In tal modo il tono basale sarà compromesso, il muscolo inizierà lo sforzo da una estensione inadeguata, che danneggia la sua performance, provoca una stanchezza precoce e aumenta notevolmente il rischio di lesioni
muscolari.

Infine è molto probabile che una malocclusione dentale sbagliata danneggi la performance sportiva.

Ecco spiegata una delle connessioni tra malocclusione o disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare e performance alterata nello sportivo.

Per saperne di più clicca sul link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22879007/

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